HIV (Human Immunodeficiency Virus)

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L’HIV (Human Immunodeficiency Virus) è il virus dell’immunodeficienza umana.

 

Si trasmette attraverso:

 

– Rapporti sessuali non protetti (Trasmissione sessuale)

  • Orali è a rischio chi con la bocca stimola i genitali del partner entrando in contatto con sperma o secrezioni vaginali (e sangue mestruale);
  • Vaginali sono a rischio entrambi i partner dall’inizio alla fine di ogni rapporto;
  • Anali sono a rischio entrambi i partner dall’inizio alla fine di ogni rapporto.

– Ingresso di sangue nell’organismo (Trasmissione Ematica)

  • Uso in comune di siringhe e materiali iniettivi (cucchiaini, fiale, filtri);
  • Trasfusioni di sangue e emoderivati (in Italia il sangue dei donatori è sottoposto a screening, perciò tale rischio è molto basso).

–  Dalla madre ai figli (Trasmissione Verticale)

  • Durante la gravidanza;
  • Il parto;
  • L’allattamento al seno.

Se una donna incinta con HIV segue un’idonea terapia durante la gravidanza, esegue un parto cesareo, non allatta il neonato al seno ma utilizza il latte artificiale e lo sottopone da subito ad una terapia può ridurre notevolmente il rischio di trasmettere il virus al nascituro.

Se il virus dell’HIV entra nell’organismo può attaccare alcune cellule del sistema immunitario e indebolire progressivamente le naturali capacità di difesa.

Molto spesso l’infezione da HIV non presenta alcun sintomo (sieroconversione asintomatica), in altri casi invece si manifesta una sintomatologia acuta (sindrome acuta retrovirale).  Quindi, dopo aver adottato un comportamento a rischio è sempre importante fare i dovuti accertamenti (Test link) perché, in caso sia riscontrata l’infezione, una precoce e corretta terapia (Antiretrovirale) mira a preservare l’integrità del sistema immunitario. Se non trattato, il virus può comportare l’insorgere di infezioni (diagnosi di Aids).

 

L’AIDS (Acquired Immune Deficiency Syndrome) è la sindrome da immunodeficienza acquisita, una malattia del sistema immunitario umano dovuta al virus dell’HIV. A causa dell’indebolimento del sistema immunitario, l’individuo affetto da AIDS è più suscettibile alle infezioni, tale vulnerabilità aumenta con il progredire della malattia.

L’infezione da HIV non può essere riscontrata attraverso dei sintomi né attraverso le comuni analisi del sangue. L’unico modo per diagnosticare l’infezione è quello di sottoporsi al test per l’HIV. L’esito del test è positivo se viene riscontrata l’infezione da HIV (sieropositivo) e negativo se non viene riscontrata l’infezione da HIV (sieronegativo). Il test non è in grado di rilevare l’infezione nei giorni immediatamente successivi al contagio, per ottenere un risultato attendibile è necessario che dall’ultimo comportamento a rischio trascorra un periodo di tempo (detto Periodo Finestra link), variabile a seconda del tipo di test.

Il test per l’HIV può essere fatto solo con il consenso dell’interessato e nel rispetto della privacy; si può effettuare presso i Centri Riferimento Hiv/Aids delle Asl e degli ospedali, i centri di cura delle MST e i centri prelievi accreditati.

Molto spesso il test si effettua attraverso un prelievo del sangue, ma alcuni centri usano kit per il test rapido sulla saliva: in quest’ultimo caso un eventuale risultato positivo deve essere sempre confermato dal test sul sangue.

I test comunemente utilizzati, attraverso il prelievo di sangue, sono:

    • Test Elisa (detto anche Test HIV-Ab o di III generazione) non ricerca direttamente il virus nel sangue, ma rileva gli anticorpi anti-Hiv, che si sviluppano solo a seguito dell’infezione;
    • ComboTest (detto anche Test Combinato, Test HIV-Ag/Ab, o di IV generazione) oltre ad individuare gli anticorpi anti-HIV è in grado di rilevare la presenza di una particolare proteina (l’antigene P24) che compare e aumenta significativamente dopo pochi giorni dal contagio.

Successivamente alla trasmissione del virus la produzione di anticorpi può non essere cominciata o può non essere sufficiente alla rilevazione del Test. Quindi, per ottenere un risultato attendibile, è necessario che dall’ultimo comportamento a rischio sia trascorso il tempo previsto dal test.


Ad oggi non esistono terapie in grado di eliminare il virus dell’HIV una volta che è nell’organismo, ma si possono prevenire i rischi che può causare. Infatti, se l’infezione viene diagnosticata precocemente e la terapia viene seguita con successo, l’aspettativa di vita è paragonabile a quella di una persona sieronegativa e il rischio di trasmettere ad altre persone l’HIV diventa estremamente improbabile.