CANNABIS

Convenzionalmente il termine latino cannabis viene usato per indicare  la varietà della pianta canapa da cui si ricavano le sostanze psicoattive conosciute come hashish e marijuana e altre forme di medicinali. La cannabis indica è una pianta alta circa un metro, di forma piramidale e fittamente ramificata.
Questa pianta, originaria dell’Asia centrale, è oggi presente in differenti parti del mondo. È una delle poche piante presenti in natura utilizzabili in differenti settori. Ad esempio, prima dell’invenzione delle fibre sintetiche è stata la più importante materia prima per la costruzione di corde. Inoltre è stata utilizza molto per la preparazione di tessuti e carta. Il suo uso si perde nella notte dei tempi, in ambito medico l’uso di tale pianta è documentato in un trattato di medicina cinese che risale intorno al 1500 a.c.
In India, Cina, Asia Sudorientale, Medio Oriente, America del Sud, oltre ad essere usata come pianta medica, era anche considerata una pianta sacra, tenuta in grandissima considerazione poiché favoriva l’unione con la divinità.
Nell’ottocento in Francia venne introdotto l’uso voluttuario della canapa, in seguito alla conquista delle province dell’Impero Ottomano da parte delle truppe napoleoniche.
Nella cannabis sono presenti differenti principi attivi. Il più importante è il tetraidrocannabinolo (THC) presente in quantità maggiori nelle piante femmine rispetto alle piante maschio.
Nel mercato nero la cannabis è presente in differenti forme che implicano anche una differente percentuale di principio attivo. Tali differenze si devono alle diverse modalità di lavorazione della pianta e anche alle differenti parti della pianta lavorate: l’hashish cioè la resina delle sommità fiorite (è conosciuta anche con il nome indiano di charas) è generalmente molto forte; la marijuana preparata con le cime fiorite della pianta femmina coltivata (conosciuta anche con ganja) è meno forte dell’hashish, anche se ormai esistono tecniche per aumentare la potenza; il preparato meno potente è il bhang ottenuto da un impasto di foglie, semi e steli essiccati e macinati, mentre quello più potente è l’olio di hashish dato dalla distillazione delle foglie o dalla spremitura dei semi.
Generalmente per avere il maggior profitto possibile si aumenta il peso e lo spessore della cannabis (in particolare dell’hashish) con sostanze come colla, lattosio, ammoniaca, sapone, gomma ecc.
La cannabis può essere: fumata e mangiata.

EFFETTI RICERCATI
È difficile inserire la cannabis in una sola classe di sostanze. È sicuramente una sostanza psicoattiva perché agisce direttamente sul sistema nervoso centrale (SNC). Ha un effetto sedativo e può avere anche effetti leggermente psichedelici. Per psichedelici intendiamo quegli effetti che portano i consumatori di questa sostanza a percepire ed interpretare gli stimoli esterni come differenti dal solito. In particolare la percezione del tempo si dilata, sembra scorrere più lentamente, si percepiscono le cose con una maggiore intensità; la sensibilità alle immagini, ai suoni e al tatto si accentua.
Altri effetti sono: un forte senso di rilassatezza, euforia, “tendenza a recepire il lato comico delle cose”(G. Arnao).

EFFETTI INDESIDERATI
Come per tutte le sostanze, gli effetti indesiderati della cannabis sono l’altra faccia della medaglia. Per questo alla rilassatezza può far seguito ansia e, anche se più raramente, paranoia. Più forti saranno gli effetti ricercati altrettanto forti saranno quelli indesiderati. Tra questi i più comuni sono: sonnolenza, nausea, tachicardia.
Come per altre sostanze, anche per la cannabis possiamo parlare di tolleranza, cioè il fumatore abituale di THC avrà bisogno di sempre maggiori dosi di sostanza per poter sentire ancora gli effetti ricercati. Anche se si viene a sviluppare tolleranza, non è possibile parlare di dipendenza fisica ma probabilmente alcune persone svilupperanno l’idea che senza cannabis non possono fare alcune cose o che le cose fatte dopo o durante l’assunzione di cannabis vengano meglio. Questa può essere definita dipendenza psicologica.
Inoltre non è presente una vera e propria crisi d’astinenza anche se in alcune persone l’interruzione dell’assunzione del farmaco può essere accompagnata da irritabilità, irrequietezza, nervosismo, tremori. La sindrome è lieve, incomincia alcune ore dopo la cessazione della somministrazione di THC e dura circa 4-5 giorni.

TEMPI E MODI
- Fumato: Se fumata gli effetti iniziano qualche minuto dopo l’assunzione, raggiungono il massimo dopo circa mezz’ora, cominciano a diminuire dopo un’ora e svaniscono dopo circa tre.
- Mangiato: gli effetti sono graduali, iniziano dopo circa 45′ a stomaco vuoto, dopo un paio d’ore a stomaco pieno, e dura da 6 a 12 ore.
I metaboliti del THC (gli scarti che il nostro organismo produce per eliminare la sostanza dal nostro organismo), sono rintracciabili fino ad un mese dall’ultima assunzione.

RIDUZIONE DEI RISCHI
L’incontro fra una sostanza e una persona è sempre unico ed esclusivo.
Il THC è una sostanza in grado di amplificare il proprio stato d’animo. Per questo motivo se siamo un po’ giù spesso si rischia di amplificare il proprio malessere.
Dosi eccessive per la persona (ognuno ha un livello differente) possono portare anche a ipoglicemie: si possono iniziare ad avere capogiri, impallidire, avere senso di nausea e vomito. In questo caso la cosa migliore da fare è quella di tranquillizzare chi si sta sentendo male, portarlo in un luogo tranquillo, far mangiare della frutta o bere dei succhi; importante sarà idratare la persona e fargli assumere zuccheri.
È importante fare attenzione alla qualità della sostanza, alla quantità che se ne assume e all’ambiente in cui ci si trova. Per chi ha deciso di utilizzare per la prima volta hashish è importante non eccedere con la dose e procedere gradualmente, magari usandone una quantità molto inferiore a quella che viene assunta da chi ci sta intorno ed ha maggiore familiarità con la sostanza.
Sotto effetto di cannabis è importantissimo evitare di mettersi alla guida di qualunque veicolo o di fare qualunque lavoro che possa implicare l’uso di attrezzature pericolose.
Riduzione dei rischi rispetto alle modalità di assunzione:
- Fumato. L’uso eccessivo e prolungato di cannabis può essere molto dannoso al sistema respiratorio. Assumendo la sostanza per via aerea si rischia di sottoporre i polmoni ad un forte stress dovuto principalmente al fatto che si fuma senza filtro e quindi il fumo che entra nel nostro organismo è molto caldo. Per limitare questi danni sarà necessario ridurre al massimo la quantità di sostanza fumata. Inoltre usare strumenti (pipe ad acqua ecc…) che permettano al fumo di raffreddarsi prima di entrare nei polmoni.
- Mangiato, sotto forma di infusioni o biscotti/torte. E’importante fare attenzione alle dosi, è consigliabile ingerirne poco, aspettare e valutare che effetto fa, decidere così se è il caso di proseguire: si eviterà la brutta sorpresa di avere un effetto troppo forte e prolungato. Nel caso di effetti indesiderati si dovranno aspettare ore prima che passino (la digestione è lunga!).
Ognuno è diverso dall’altro ed essendo noi stessi i migliori esperti del nostro corpo è importante valutare come stiamo e quale e quanta sia la quantità di sostanza più adatta al momento. Pur facendo questo non bisogna dimenticare che la sostanza che assumiamo non è pura e che la quantità di sostanza ingerita è difficilmente quantificabile.

MIX
Anche la cannabis mischiata ad altre sostanze crea delle reazioni imprevedibili con alte possibilità di correre rischi e provocare danni a se stessi e agli altri.
Ad esempio:
- Cannabis e Alcool, il mix più comune, potrebbe accentuare gli effetti sedativi di entrambe le sostanze, inoltre, le capacità antiemetiche (riduzione della possibilità di vomitare) della cannabis, fanno aumentare il livello di intossicazione da alcol perché la naturale reazione dell’organismo di eliminare le quantità eccessive di alcol con il vomito viene bloccata.
- Cannabis e Nicotina. Il classico spinello aumenta la possibilità non solo di diventare dipendente dalla nicotina ma anche di aumentare i rischi di danni al sistema respiratorio.

Le  informazioni riportate hanno solo un fine illustrativo e in nessun caso si vuole esortare la consumo di tali sostanze.

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